
Il Libro
Una nudità, esibita nella volgare evidenza di una smaccata e palese pornografia: la morale corrente cerca qui la catarsi dello scandalo, in quell'eccesso di visibilità che diventa facile bersaglio di una tranquillizzante esecrazione. Ma l'oscenità non è questo, o solo questo. Cultura dell'equivoco e dell'omertà ben più pericolosa dell'oltraggio al pudore, essa vive nella profondità delle nostre coscienze, controlla il traffico illecito di morali e di estetiche, agisce attraverso il depistaggio subdolo della retorica nascondendo la realtà, promuovendo l'oblio, moltiplicando gli intrighi rispetto ai fatti. Guido Zingari offre in questo breve saggio una fenomenologia dell'osceno interiore e invisibile, tesa a smascherare l'equivoco e l'ambiguità di un linguaggio piegato sempre più spesso a confondere piuttosto che a svelare una verità.
Estratto dal testo
«L’oscenità interiore è un’oscenità invisibile, impalpabile, ma ha tutti i requisiti, le carte in regola, per essere definita un delitto morale incontrollabile. Se infatti l’oltraggio al pudore comunemente inteso, è tutt’altro che ambiguo nella sovraesposizione ignobile che fa dei suoi corpi, in questa sua iperbole di degrado, l’oscenità interiore è l’ambiguità, il doppio gioco per eccellenza. L’oscenità non consiste tanto nell’esibire l’essere indecoroso di qualcosa, sia esso un corpo femminile o maschile, ma nel cercare di dimostrare macchinosamente il non essere di ciò che non le fa comodo, mentendo, nascondendo la mano.»