

Perché pubblicare ancora libri? Siamo nel 2010, i libri sono superati, sono oggetti desueti che attendono in un angolo impolverato la propria fine. Questo è il tempo dei tablet, degli ereader, degli ebook, dei testi on line, della letteratura virtuale e della saggistica usa e getta. Siamo nel tempo degli instant book, dell'instant thinking, nessuno vuole sentir parlare di libri di carta che abbiamo per giunta la pretesa di far riflettere e durare nel tempo. Bene, Noi non la pensiamo così, Noi de le nubi edizioni siamo convinti dell'esatto contrario, e per verificare questa convinzione, per far sì che non sia una verità presunta ma verificata nella più profonda sostanza, abbiamo deciso di pubblicare il nuovo testo di saggistica con una modalità diversa. Abbiamo scelto per la nuova raccolta di saggi sul tema del “Noi” intitolata “Occhi per un mondo comune” di Marina Garcés, una filosofa spagnola di cui da tempo seguiamo il lavoro e conosciamo le idee, di aprire una sottoscrizione pubblica sul portale www.produzionidalbasso.com. Il progetto si chiama P.E.P. Produzioni Editoriali Plurali, una modalità di lavoro che speriamo possa piacere ai nostri lettori e spingerli a diventare qualcosa di più che semplici consumatori finali del prodotto libro. Con questo progetto editoriale vogliamo far conoscere il pensiero della Garcés prima e meglio di quanto non possa fare lo stesso libro. Il progetto è piuttosto semplice da spiegare. Il volume avrà un prezzo di copertina di 14 euro, ma chi lo acquisterà prenotandolo in anticipo nella apposita pagina del portale di Produzioni dal Basso lo pagherà 12, se ne prenderà più d'uno10 euro a copia. Abbiamo fissato a 250 le copie da prenotare perché il libro possa andare in stampa. Sì avete letto bene, se non raggiungeremo le 250 prenotazioni non pubblicheremo il libro. Questo perché evidentemente del libro non ci sarà bisogno. Se si raggiungeranno le 250 copie prenotate in un tempo massimo di tre mesi a partire dal mese di dicembre il libro vedrà la stampa e coloro che lo avranno prenotato lo riceveranno completando la prenotazione semplicemente pagando il libro. Così se il libro viene pubblicato chi lo ha prenotato pagherà per averlo, altrimenti nessuno dovrà neppure un euro alla nostra casa editrice. In questo momento di profonda crisi del panorama editoriale italiano, dove ottimi editori sono costretti a chiudere, dove la nostra stessa esistenza non nascondiamo essere a rischio, pressati come siamo dai recenti provvedimenti governativi e dal progressivo trust messo in atto dagli editori potenti, che spaventati dall'alta qualità che le piccola e media editoria sa mettere su carta stampata, stanno cercando, con manovre di chiusura della distribuzione e monopolio delle esposizioni librarie, di controllare il mercato. Monopolio del mercato come tutti sanno equivale a dire minore offerta, minore qualità e come ormai i lettori italiani hanno scoperto sempre le medesime firme e i medesimi contenuti. Noi come piccola casa editrice ci stiamo provando, e con questo progetto speriamo di coinvolgere i nostri abituali lettori e molti altri che ancora non ci conoscono. Aiutateci a fare di questo libro un nuovo modo di fare editoria, una modalità che coinvolge i lettori, che li chiama a scegliere cosa pubblicare e cosa no, e i modi in cui farlo. Non potevamo scegliere testo migliore di quello di Marina Garcés per inaugurare questa modalità di pubblicazione perché il tema dei suoi scritti e quelli del gruppo di cui fa parte Espai en blanc, autori come Santiago Lopez Petit o Wenceslao Galan per citare quelli di cui abbiamo già pubblicato altre opere, ci offrono una possibilità non soltanto di ragionare sulla contemporaneità ma anche strumenti nuovi per provare a modificarla. Ringraziamo sin da ora i singoli e le realtà organizzate che si stanno unendo al progetto, presto sarà disponibile gratuitamente sul nostro sito e sulla nostra pagina Facebook un estratto in formato ebook del libro, e prossimamente sempre nuovi materiali per capire e conoscere l'autrice, il suo testo, le sue idee. Andate a sfogliare, fatevi coinvolgere, spargete la voce che stiamo tentando di fare qualcosa di diverso, forse potremo riuscire a costruire fra Noi un nuovo rapporto autore-editore-lettore. Due parole ancora sull'autrice per presentarla ai lettori italiani visto che i suoi scritti sono ancora tutti inediti da noi: Marina Garcés (1973) insegna Filosofia Contemporanea presso l'Università Aperta di Catalogna, e presso l'Università di Saragozza. Ha pubblicato En las prisiones de lo posible (Edizioni Bellaterra, Barcellona, 2002), collabora con le riviste Archipiélago, Zehar, Le passant ordinaire e con istituzioni culturali come Arteleku (San Sebastián) o Unia-Arte y pensamiento (Sevilla). Recentemente ha fatto parte del gruppo che ha realizzato il film El taxista ful,che nel 2005 ha ricevuto una menzione speciale da parte della giuria del Festival di San Sebastián. È tra i fondatori di Espai en blanc la scommessa collettiva di un gruppo di persone che si propone di rendere di nuovo appassionante il pensiero, di aprire “fori” nella realtà. Questi fori aprono brecce tra l'attivismo e l'accademia, il discorso e l'azione, le idee e la sperimentazione; da qui la scommessa al tempo stesso filosofica e politica. Espai en blanc realizza ogni anno una pubblicazione monografica, che raccoglie il pensiero e l'azione dei membri fondatori e di corrispondenti da diverse parti del mondo.
LE SETTE MORTI DI MAJAKOVSKIJ
Sette variazioni per un libro da costruire.
Volevamo pubblicare un libro che parlasse del suicidio di Majakovskij, e mentre la nostra ricerca proseguiva, ci accorgevamo che non c’era «una» morte di Majakovskij, e che l’unica verità sul suicidio del poeta era ancora quella uscita sulla Pravda nel 1930. Le nostre letture ci confermavano che vi erano piuttosto tante verità quanti erano i leciti dubbi sulla versione ufficiale della polizia. La morte di Majakovskij è ancora un capitolo ambiguo della storia sovietica. Una morte provocata da un colpo di pistola al petto sparato nel suo appartamento di Mosca, il 14 aprile 1930. «Suicidio» fu la conclusione della polizia. Suicidio per amore, si disse, a causa della passione non ricambiata per Lilja Brik. D’altronde lo stesso Majakovskij non aveva lasciato una lettera di spiegazioni sul suo gesto? «A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare. Mamma, sorelle, compagni, perdonatemi. Non è una soluzione (non la consiglio a nessuno), ma io non ho altra scelta. Lilja, amami. Compagno governo, la mia famiglia è Lilja Brik, la mamma, le mie sorelle e Veronika Vitol’dovna Polonskaja. Se farai in modo che abbiano un’esistenza decorosa, ti ringrazio.[...] Come si dice, l’incidente è chiuso. La barca dell’amore si è spezzata contro il quotidiano. La vita e io siamo pari. Inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici».
Al Monastero Novodevici di Mosca la tomba di Majakovskij è un blocco di granito nero attraversato da una saetta rossa - e come una folgore corrusca ancora la poesia di Majakovskij - circondato dai segni retorici del vecchio e nuovo regime, imbalsamazione postuma fattane da Stalin che giunse a dichiararlo «il miglior poeta della nostra epoca sovietica». Ma la fine di Majakovskij ha aperto tanti interrogativi, invece di chiuderli. Non ultimo quelli sollevati da Valentin Skorjatin, che sulla base dei ritrovamenti degli archivi segreti sostiene la tesi dall’assassinio del poeta, o quanto meno del suicidio indotto da parte di quella polizia segreta che aveva steso la sua tela di ragno attorno allo scrittore, complici i coniugi Osip e Lilja Brik, protagonisti di un triangolo amoroso con Majakovskij reso più torbido dai loro legami con gli apparati repressivi staliniani. Così la nostra ricerca del libro che parlasse del suicidio di Majakovskij s’è interrotta, il nostro interesse storico è venuto meno e ha prevalso un altro gioco, quello letterario.
Vogliamo pubblicare un libro che raccolga sette variazioni sulla morte di Vladimir Majakovskij. Vogliamo un rigoroso arbitrio letterario.
Vogliamo affidare questo Libro anche a Te, Lettore, e ti chiediamo di tornare nella Mosca dell’aprile 1930 e di raccontarci quello che hai visto e quello che sai. Vogliamo da Te un racconto, una variazione letteraria sulla morte di Majakovskij: quella che Tu vorrai scrivere. Spediscilo quindi presso la nostra redazione. Se il Tuo racconto ci piacerà, allora sarà una delle sette variazioni che costituiranno il prossimo libro de Le nubi edizioni: «Le sette morti di Majakovskij». Un libro di racconti a più voci, un progetto aperto.
Le istruzioni, Lettore, sono semplici. Eccole:
1. Il racconto deve essere inedito.
2. Non deve superare le 20 cartelle.
3. C'è tempo fino al 30 aprile 2011.
4. Il racconto deve essere inviato:
a) una copia in formato digitale salvata in formato .doc o .rtf e inviata via posta elettronica all’indirizzo info@lenubi.it. Il file del racconto allegato dovrà contenere i dati personali dell’autore. Nella pagina della e-mail l’autore dovrà scrivere il titolo dell’opera, i propri dati personali (nome, cognome, data di nascita, indirizzo postale, telefono, e-mail). Dovrà seguire una breve dichiarazione di inedicità dell’opera e inoltre la dichiarazione: “Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 a tutela della privacy, autorizzo espressamente Le Nubi edizioni al trattamento dei miei dati personali”;
b) l’altra copia in cartaceo per posta prioritaria (no raccomandata) all’indirizzo: via San Floro n. 10, 00173 Roma. Unitamente al racconto, è necessario stampare il presente regolamento e inserirlo nella busta dopo averlo firmato. Il mancato invio del regolamento firmato comporta l’esclusione dal progetto.
5. Per la partecipazione al progetto "Le sette morti di Majakovskij", è richiesto un contributo di € 20,00 da versare tramite bonifico postale intestato a: LE NUBI EDIZIONI DI MARZIA MASCELLI, IBAN: IT68M0760103200000063454441 oppure tramite bollettino sul conto corrente postale N° 63454441, indicando nella causale: "Le sette morti di Majakovskij". Una copia della ricevuta di versamento dovrà essere inviata insieme al racconto cartaceo. (Apriamo una parentesi sul contributo: una volta concluso il progetto e pubblicato il volume, a TUTTI i partecipanti verrà inviata una copia de "Le sette morti di Majakovskij". Il contributo si risolve, in parte, in un sistema di partecipazione al libro e di prenotazione del libro basato sulla fiducia. E per Le nubi vale l'etica del rigore e della fiducia. Chi conosce i nostri libri si affiderà).
6. I sette racconti verranno scelti dalla redazione de Le nubi edizioni. Farà seguito una comunicazione personale a tutti i partecipanti.
7. La semplice partecipazione al Progetto costituisce autorizzazione alla pubblicazione, all’utilizzo dei dati anagrafici dell’autore ai fini di comunicazioni relative al Progetto. Inoltre gli autori, accettando il presente regolamento, rinunciano a qualsiasi pretesa economica per profitti derivanti dalle vendite del libro in cui sarà pubblicato il proprio racconto. Inoltre gli autori autorizzano Le nubi edizioni a utilizzare i racconti inviati al Progetto come testi per rappresentazioni teatrali e audiolibri. In ogni caso gli autori saranno liberi di utilizzare i propri scritti anche per altri scopi.
8. Una volta concluso il progetto e pubblicato il volume, a TUTTI i partecipanti verrà inviata una copia del libro "Le sette morti di Majakovskij".
9. Qualora tra i racconti arrivati presso la casa editrice entro il 30/04/2011 a giudizio della redazione de Le nubi edizioni non vi siano sette racconti validi, il progetto "Le sette morti di Majakovskij" non andrà in porto e a tutti i partecipanti verrà restituito il contributo di € 20,00. La redazione si riserva comunque la possibilità di procrastinare di qualche mese i termini di scadenza.
A presto, allora!