
Elettra, 5
pp. XXVI, 88
ISBN:
88-89616-08-3
Prezzo:
€12,00
Cura:
Gianluca Reddavide
Traduzione:
Perla Zanini
Introduzione:
Gianluca Reddavide
AGENZIA GENERALE DEL SUICIDIO
Il Libro
In alcuni ambienti letterari Jacques Rigaut ha imparato a disprezzare la letteratura. Eppure la pratica della scrittura non è mai respinta del tutto, una scrittura quasi illeggibile, disordinata, confusa, lasciata su carta di hotel, bloc-notes. Agenzia generale del suicidio ne è l’attestato, un attestato di esistenza. A volte scrivere s’impone come una necessità fisiologica: «scrivo per vomitare». Sempre si presenta come una pratica solitaria, sofferta, che non tiene conto di un pubblico eventuale, neppure postumo. Ed ecco che senza volerlo, per istintivo trasalimento, Rigaut ne ricava un beneficio imprevisto. «Che cosa occorre per essere felici? Un poco d’inchiostro». Intuisce allora che la funzione dello scrivere può consentirgli di vivere e di dissipare la noia. Poi la dolente e ironica consapevolezza che il mondo non ha alcuna consistenza riprende il sopravvento. La sua vita offerta al dispendio ha come unico sottinteso la morte: «Provate, se potete, a fermare un uomo che viaggia col suicidio all’occhiello».
Estratto dal testo
«La prima volta che mi sono ucciso, è stato per scocciare la mia amante. Questa virtuosa creatura si era rifiutata bruscamente di venire a letto con me, cedendo ai rimorsi, diceva lei, di tradire il suo amante principale. Non so bene se l’amavo, dubito che quindici giorni di lontananza avessero stranamente diminuito il bisogno che avevo di lei: il suo rifiuto mi esasperò. Come colpirla? Ho detto che mi aveva tenuto un profondo e duraturo affetto? Mi sono ucciso per scocciare la mia amante. Mi si perdona questo suicidio quando si considera la mia estrema gioventù all’epoca di questa avventura.
La seconda volta che mi sono ucciso, fu per pigrizia. Povero, avendo come unico lavoro un orrore anticipato, mi sono ucciso un giorno senza convinzioni, come avevo vissuto. Non si tiene conto di questa morte, quando si vede che aspetto florido ho oggi.
La terza volta... vi risparmio il racconto degli altri suicidi, purché consentiate ad ascoltare ancora questo qui...»