
Il Libro
Lo Stato-guerra è un dispositivo capitalista di produzione d'ordine. È sempre più chiaro che la guerra si sia installata al centro della vita politica. Il concetto di guerra preventiva ha militarizzato tutte le relazioni internazionali. La politica della sicurezza, difesa a spada tratta da tutte le componenti politiche, è la priorità di ogni governo. Abbiamo superato lo stato in cui la guerra è una fase transitoria che interrompe la pace: lo Stato-guerra converte la politica in guerra e la guerra in motore dell'economia.
Estratto dal testo
«Quello che è assolutamente necessario se vogliamo essere all’altezza dell’epoca in cui viviamo, è effettuare uno spostamento: dalla guerra allo Stato-guerra. Parlare di guerra globale è troppo confuso. Di che guerra si tratta? La guerra che ci fa il terrorismo, o le diverse guerre che oggi esistono nel mondo, o la precarietà come attacco contro tutti... per i pacifisti la guerra non ha senso, da qui la loro difesa della pace. Per i militaristi sì, nella misura in cui che è continuazione della politica».
«Il fascismo postmoderno chiude la Grande Trasformazione che è avvenuta in questi ultimi trent’anni. In risposta al ciclo di lotte della fine degli anni settanta che impone una crisi di tipo politico, il capitale reagisce con una complessa strategia politica, economica. la cui finalità è distruggere la composizione di classe protagonista di questi movimenti di ribellione. Questo processo di distruzione aprirà le porte a un capitalismo sregolato e informativo - sempre più internazionale - che si conoscerà con il nome di neoliberalismo. È sbagliato credere che con la globalizzazione il capitale si sottrae ad un potere politico nazionale limitante. Al contrario, grazie alla globalizzazione, il capitale e il potere politico si compenetrano ancora di più. In altre parole: il fascismo postmoderno è la forma politica che permetterà questa nuova riorganizzazione».